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Buoni i tartufi, buonissimi. Così buoni che ti invogliano a ricercare tartufi appena hai tempo libero! Confessatelo: quante volte avete pensato di andare in qualche bosco alla (disperata) ricerca dell’amato tubero? Tante, è evidente.

Dare la caccia al nostro prelibato amico sotterraneo è un’esperienza davvero emozionante, ti consente di immergerti nella natura e vivere in pieno il legame che abbiamo con la terra. Può essere anche un mestiere, come nel nostro caso, ma prima di tutto è, e sarà sempre, una passione. La stessa che, unita a pazienza (tantissima) e fatica (che svanisce subito dopo ogni ritrovamento), ci spinge ogni volta a prendere con noi il fidato vanghetto e metterci alla ricerca dei “nascondigli” per ricercare tartufi.

Quella del cavatore – così si chiama chi va alla ricerca di tartufi – non è un’attività semplice e i motivi sono diversi: occorre conoscere bene il territorio, svegliarsi molto presto la mattina o uscire tardi la sera, camminare ore e ore nei boschi insieme ai propri cani, avere a che fare col brutto tempo o con il caldo e spesso si torna a casa a mani vuote. In quest’ultimo caso no problem, basta che fate un salto da noi e il gioco è fatto.

Ma se la ruota della fortuna gira dalla vostra parte potrete anche imbattervi in una tartufaia spontanea, che è una specie di isola del tesoro sulla, anzi sotto, la terraferma. Le tartufaie spontanee sono luoghi talmente preziosi che se chiedete informazioni a un cavatore, amatore o professionista, la risposta più gentile che potrete ottenere è un secco “no” con tanto di sguardo assassino. La curiosità comunque è tanta vero? E allora se non state più nella pelle potete sempre provare la raccolta nelle tartufaie autorizzate, tenendo sempre a mente alcune regole molto importanti di cui ora parleremo. 

Il patentino per ricercare tartufi prima di tutto!

Andare per tartufi significa avere a che fare con la terra e la natura. Serve rispetto, educazione e grande attenzione ai luoghi che ci ospitano. Ci sono delle regole ben precise e la prima è molto semplice: non tutti possono uscire alla sua ricerca, ma solo chi ha superato l’esame presso la Comunità montana competente e ha ottenuto il tesserino che permette la raccolta. Un documento che va rinnovato annualmente e servirà per essere identificati in caso di controlli. Non solo, superare l’esame significa aver acquisito le conoscenze necessarie sulle tecniche di raccolta, sulle normative nazionali e regionali e sul riconoscimento dei tartufi. C’è anche una raccolta “libera”, è quelle che si svolge nei boschi e nei terreni non coltivati, a meno che non ricadano nelle zone a raccolta riservata.

Quando posso ricercare tartufi?

Abbiamo già avuto modo di dirlo, ogni tartufo ha una sua stagione. E ogni Regione pubblica un proprio Calendario della raccolta con l’indicazione del periodo di raccolta per ogni varietà di tartufo. Se non volete beccare una multa, oppure andare alla ricerca del tartufo nero estivo d’inverno (no, non è una cosa intelligente), il consiglio è quello di informarsi presso il proprio Comune o gli uffici regionali competenti.

Cosa posso fare e cosa no!

Ci sono delle regole e vanno rispettate, anche per chi va a ricercare tartufi. Ogni Regione ha le sue, ma alcune indicazioni sono comuni in tutta Italia e vi serviranno anche se decidete di andare a trovare tartufi in mare (questo non ve lo consigliamo). Allora, innanzitutto mai andare a tartufi di notte o al di fuori degli orari indicati (solo il Piemonte fa eccezione per il tartufo bianco di Acqualagna e Alba). Mai raccogliere tartufi che non sono ancora maturi o avariati. Sempre avere al proprio fianco un cane addestrato, un vanghetto di una lunghezza massima di 15 cm di larghezza massima in punta di 8 cm. Ultimo ma non meno importate: quando scavate, poi riempite le buche! Un po’ come in spiaggia, per intenderci.

Chi prova…trova!

Potrà capitarvi di trovare un super tartufo alla prima uscita, ve lo auguriamo, ma è più probabile che per qualche uscita non vedrete il becco di un tubero. E allora? Mai abbattersi, andare per tartufi è innanzitutto un’attività tutta da vivere e poi occorre imparare. Per questo è bene fare esperienza con i tartufai esperti che sapranno avvicinarvi ad un mondo bellissimo fatto di natura e gusto. Volete saperne di più? Scriveteci!

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